Orto Botanico"Giardino dei Semplici" dell'Università di Firenze
Indirizzo: Via P.A. Micheli 3 - 50121 Firenze
Telefono: ++39 0552757402
Fax: ++39 0552757438
e-mail: ortbot@mail.unifi.it

Sito Web ufficiale http://www.unifi.it//msn/main_ita.htm


La storia

Il "Giardino dei Semplici" di Firenze è il terzo Orto Botanico del mondo per antichità. La sua origine si può far risalire al 1 Dicembre 1545, quando Cosimo I dei Medici prese in affitto dalle suore domenicane il terreno su cui doveva sorgere l'Orto. Circa due anni prima lo stesso Cosimo aveva fondato, su consiglio di Luca Ghini, il Giardino Botanico di Pisa che rappresentò il primo esempio"ufficiale" di Orto Botanico Universitario.

L'Orto Botanico di Firenze, denominato"Giardino dei Semplici" perché nato come orto di piante medicinali, fu disegnato da Niccolò detto"Il Tribolo" che aveva già realizzato in quel periodo, nei pressi di Firenze, altri progetti di parchi privati come quello della Villa medicea di Castello. Una delle più antiche testimonianze di quello che doveva essere il primitivo volto dell'Orto Botanico ce l'ha tramandata, nel 1684, Leopoldo del Migliore che descrive minuziosamente la ripartizione delle aiuole, la disposizione dei viali, la grande vasca centrale ottagonale, oggi scomparsa insieme alla maggior parte degli arredi del tempo. A tutt'oggi nell'Orto restano solo, a testimonianza di quell'epoca, un cancello"storico" che reca ancora lo stemma e una epigrafe originaria dei Medici ed un busto in pietra di Esculapio, attribuibile ad Antonio Gino Lorenzi da Settignano.

Tutti i lavori inerenti alla costruzione furono diretti da Luca Ghini che si preoccupò anche di incrementare le nuove collezioni di piante conferendo subito all'Orto grande prestigio. Dopo la morte del Ghini, avvenuta a Bologna nel 1556, la direzione fu  affidata a persone meno esperte ed appassionate che portarono il Giardino ad una veloce decadenza solo dopo molti anni ebbe inizio il periodo migliore nella storia dell'Orto; infatti nel 1718, per volontà di Cosimo III dei Medici, venne affidato alle cure della Società Botanica Fiorentina ed ebbe come Direttore il grande Pier Antonio Micheli, fondatore della Società stessa.

Gli anni trascorsi sotto la guida dell'illustre botanico videro il Giardino incrementare in modo continuo le sue collezioni che si arricchirono di piante, non solo medicinali, così da renderlo famoso in tutto il mondo e dargli una importantissima impronta di modernità, iniziando a diversificare lo studio della Botanica dallo studio della Medicina, discipline ancora allora strettamente legate l'una all'altra. Alla morte del Micheli (1737) la direzione del Giardino passò a Giovanni Targioni Tozzetti ed in seguito (1746) a Saverio Manetti che rimase in carica fino al 1782. Al Manetti va il grande merito di aver per primo studiato e pubblicato un indice dei semi provenienti dalle piante dell'Orto con lo scopo precipuo di favorirne lo scambio con gli altri Orti Botanici, italiani e stranieri.

Nel 1783, in seguito alla fusione della Società Botanica Fiorentina con l'Accademia dei Georgofili, il Giardino passò alle dipendenze dell'Accademia cambiando la propria denominazione in"Orto Sperimentale Agrario dell'Accademia dei Georgofili" e cambiando notevolmente la propria struttura interna che fu semplificata e razionalizzata per far posto alle colture di piante agrarie e da frutto. Nel 1801 la direzione del Giardino passò ad Ottaviano Targioni Tozzetti, a cui successe, nel 1829, il figlio Antonio. Sotto la sua direzione l'Orto per Decreto granducale (26 Marzo 1847) riacquistò l'antico nome di"Giardino dei Semplici", mentre veniva ripresa intensamente sia la coltivazione di piante medicinali, sia la coltura di specie di interesse scientifico.

Nel 1865 venne incaricato della direzione dell'Orto il grande botanico Teodoro Caruel che divenne direttore ufficiale nel 1880, anno in cui l'Orto, dopo lunghe e difficoltose trattative, veniva assegnato al Regio Istituto degli Studi Superiori Pratici con il nome di"Orto Botanico dell'Istituto di Studi Superiori". Fu Teodoro Caruel che favorì la costruzione delle grandi serre ancora oggi in uso nè va dimenticato che fu solo grazie al suo continuo interessamento per le sorti dell'Orto che questo sfuggì al destino di essere soppresso dall'Amministrazione del Regio Istituto degli Studi Superiori che non poteva più sostenerne le spese di mantenimento.

Ormai l'Orto era diventato una istituzione di alto livello culturale tanto che, negli anni seguenti, grazie all'impegno dei due direttori che succedettero al Caruel, Oreste Mattirolo (1897-1900) e Pasquale Baccarini (1900-1919), fu realizzato il progetto di riunire l'Istituto Botanico, fondato da Filippo Parlatore nel Museo di via Romana, al Giardino dei Semplici. Nell'Ottobre del 1905 si conclusero le operazioni di trasferimento di tutte le più importanti istituzioni botaniche (Biblioteca, Erbario, ecc.) nei locali prospicienti al Giardino dei Semplici e si costituì così l'Istituto e Orto Botanico con annesso Museo Botanico comprendente il sempre più famoso"Herbarium Centrale Italicum".

Intorno al 1925, sotto la direzione di Giovanni Negri, per rendere visibile il Giardino al pubblico, furono demoliti gli alti muri che lo circondavano dalla parte sia di via La Pira che di via Gino Capponi. Insieme ai muri, furono eliminate anche tre serrette calde e un piccolo bosco di bambù. Durante la seconda guerra mondiale, quando Firenze era attraversata dal fronte, nel 1944, alcune aiuole dell'Orto furono adibite alla sepoltura dei morti che furono riesumati solo dieci anni più tardi, trascorsi i tempi previsti dalla legge. Nel 1949 la direzione dell'Istituto e Orto Botanico fu affidata ad Alberto Chiarugi al quale toccò il compito di riordinare e riorganizzare il Giardino sconvolto dalla guerra. Tra le molte opere che il Chiarugi realizzò, va ricordato il riassetto di una vecchia aula in disuso posta all'interno dell'Orto, alla quale assegnò la funzione di "Ostensio simplicium".

Nel 1960, alla morte del Chiarugi, la direzione passò ad Eleonora Francini Corti che la tenne fino al 1974. Durante questi anni furono realizzate notevoli migliorie che permisero di rendere più efficienti le operazioni di cura e manutenzione del Giardino. Anche le collezioni furono incrementate con l'aggiunta di esemplari raccolti durante le spedizioni scientifiche svolte in Italia e all'estero, soprattutto grazie all'opera di Luciano Giugnolini. Nel 1974 la direzione fu affidata a Guido Moggi che dovette affrontare il grave problema della carenza dei giardinieri, che cercò di risolvere con grande impegno. Negli anni della sua direzione, fra l'altro furono promosse con particolare attenzione le attività didattico-divulgative.

Dal 1981 al 1977 l'Orto Botanico è stato diretto da Fernando Fabbri. In questo periodo sono state compiute spedizioni in località dell'Asia e dell'Africa che hanno permesso di incrementare le collezioni. Particolare attenzione è stata rivolta alla didattica mediante la realizzazione di aree espositive e guide sulle collezioni. Dal 1977 l'Orto Botanico è diretto da Pier Virgilio Arrigoni.


Le collezioni

Il Giardino dei Semplici, nella sua struttura attuale, occupa una superficie di 23.892 mq ed è suddiviso, in piena aria, in 21 quadri e 29 aiuole. Notevole per estensione (ca. 1690 mq) e cubatura è il complesso delle grandi serre, costruite alla fine del XIX secolo, che si susseguono lungo Via Micheli per un fronte di 162 m; esse sono costituite dalle "serre calde", che ospitano piante tropicali, e dalle "serre fredde" dove trovano posto piante che esigono temperature meno elevate. Il Giardino dei Semplici dispone anche di sei serrette di più recente costruzione.

Attualmente l'Orto Botanico possiede diverse collezioni di elevato valore, sia storico sia scientifico. Nella serra fredda è sistemata la collezione delle Cicadee, costituita da 138 esemplari; il corpo maggiore della collezione è rappresentato da quanto rimane della donazione fatta ai primi del '900 dal Comm. Ernesto Modigliani, che a sua volta l'aveva acquistata da un amatore di Trento, il Dr. G. Garbari. In tempi più recenti la collezione è stata incrementata sia con le raccolte di. Luciano Giugnolini in Sud-America sia con donazioni private sia con semi provenienti dal Sud-Africa e dall'Australia.

Sempre nella serra fredda sono collocate:

  • la collezione di agrumi, il cui nucleo storico risale ai Lorena;
  • la nuova collezione di piante carnivore, di grande interesse soprattutto didattico;
  • la collezione delle palme, costituita da un centinaio di esemplari, alcuni particolarmente vetusti;
  • La collezione di piante succulente con 850 esemplari appartenenti a 28 famiglie.
  • Nella serra calda trovano posto fra l'altro, diverse piante alimentari, numerose piante medicinali di provenienza esotica, due splendidi Dioon spinulosum e un esemplare di Pachira alba, nato nel Giardino della Specola da un seme raccolto in Brasile nel 1818 da Giuseppe Raddi e trasferito nel 1887 nella sistemazione attuale.

    Nei cassoni freddi situati davanti alle grandi serre è sistemata una buona collezione di piante succulente, in gran parte di recente accessione.

    Nelle serrette sono coltivate le collezioni:

  • delle Pteridophyta, arricchita recentemente con esemplari provenienti da missioni in India, Nepal, Uganda e Sumatra;
  • delle Orchidaceae, costituita per la maggior parte da esemplari assai vecchi e da altri di più recente acquisizione;
  • delle Bromeliaceae, recentemente rivista e ristrutturata;
  • delle Araceae, nella quale fa spicco l'Amorphophallus titanum, raccolto a Sumatra nel 1994.
  • All'aperto si possono ammirare la vasta collezione di piante officinali, di recente organizzate in ordine sistematico, una ricostruzione ambientale di un giardino storico all'italiana, un'aiuola didattica di piante alimentari con le specie"selvatiche" da cui sono derivate le attuali cultivar ed infine i grandi alberi"storici" tra cui spiccano il Tasso del Micheli del 1720 e una grande Quercus suber del 1805.

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