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Indirizzo: P.ggio Torre di Adalberto 2I- I24129 BERGAMO - ITALY
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degli Orti Botanici
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L'Orto Botanico è un’istituzione municipale inaugurata nel 1972
dovuta all’opera meritoria dei due principali promotori, l’ingegnere capo
del Servizio Giardini Luciano Malanchini e Guido Isnenghi, agrotecnico
attento conoscitore della flora locale e dotato di uno spiccata sensibilità
estetico; entrambi contribuirono alla promozione dell’Associazione Internazionale
Giardini Botanici Alpini (A.I.G.B.A.) che ebbe sede per diversi anni presso
L'Orto Botanico di Bergamo
I visitatori sono aumentati progressivamente da 2439 nel 1991 agli oltre 10000 degli ultimi anni.
La rivitalizzazione è avvenuta grazie al riadeguamento dell’esposizione, all’organizzazione di manifestazioni temporanee, al coordinamento di attività di promozione delle visite guidate, all’avvio di studi scientifici e di programmi di reintroduzione di specie vegetali minacciate, al coinvolgimento dei mass media.
Dal 1998 è un'Unità operativa del settore Istituti e Attività Culturali del Comune di Bergamo, mentre dal 1999 è in carica un Direttore di Istituto Culturale. Dallo stesso anno è attiva una serra di servizio all'Orto di 96m2. Sono in corso di valutazione varie ipotesi di sviluppo che prevedono l’ampliamento o la realizzazione di un più ampio Orto Botanico.
Addetti:
Mappa dell'Orto
| LEGENDA | 1 - Ingresso | 2 - Piante odorose del genere Pelargonium |
| 3 - Piante di origine orientale | 4 - Conifere ornamentali | 5 - Piante utilizzate dall’uomo: medicinali, aromatiche, alimentari.... |
| 6 - Specie esotiche | 7 - Piante arbustive autoctone | 8 - Piante acquatiche esotiche con specie naturalizzate in Italia |
| 9 - Piante di regione mediterranea | 10 - Piante succulente | 11 - Piante del genere Sanguisorba e Potentilla |
| 12 - Piante di ambienti acquatici lacustri, di fossato e di palude | 13 - Piante di ambienti ruderali, marginali, sinantropici | 14 - Piante di ambienti di forra, freschi e ombrosi |
| 15 - Piante dei boschi di latifoglie mesofile, querceti, faggete... | 16 - Aiuola delle felci autoctone | 17 - Piante di torbiera di bassa quota |
| 18 - Piante di torbiere d'altitudine | 19 - Piante di ambienti alpini con substrato carbonatico | 20 - Piante di ambienti alpini con substrato siliceo |
| 21 - Piante di ambienti basso-montani | 22 - Piante dei boschi di conifere e dei cespuglieti subalpini | 23 - Piante di ambienti nitrofili-ammoniacali |
L'Orto Botanico "Lorenzo Rota" ospita in soli 1750 mq più di 900 specie, buona parte delle quali collocate in micro-habitat che riproducono o evocano ambienti naturali.
Nonostante le limitate dimensioni, piccoli bacini e rilievi distribuiscono le aiuole lungo un percorso che induce alla scoperta passo passo di nuovi dettagli.
Non vi è un punto dal quale l’Orto sia visibile complessivamente.
La collocazione, per esposizione, temperatura, insolazione, umidità, dimostra condizioni microclimatiche favorevoli alla crescita di specie di climi differenti.
Più di metà della superficie espositiva è dedicata alle specie autoctone ed un’attenzione particolare è riservata alle specie che caratterizzano il territorio floristico lombardo, siano esse dominanti le fisionomie vegetali, oppure indicatrici di particolari condizioni ecologiche (substrato, disponibilità di acqua, nutrienti ecc.) oppure con peculiari distribuzioni biogeografiche; tra le specie endemiche vi sono Sanguisorba dodecandra, Campanula raineri, Campanula elatinoides, Telekia speciosissima, Saxifraga vandelli, Saxifraga petraea ed altre.
Sono state realizzate aiuole dedicate a:
- piante dei boschi di latifoglie mesofile, querceti e faggete con Quercus cerris, Carpinus betulus, Betula pendula, Fagus sylvatica, Sorbus aucuparia, Omphalodes verna, Doronicum pardalianches, Erythronium dens-canis, Leucojum vernum, Convallaria majalis, Euphorbia amygdaloides, Asarum europaeum, Pulmonaria officinalis, Scilla bifolia, Lathyrus vernus, Daphne mezereum, Aruncus dioicus;
piante di ambienti di forra, freschi e ombrosi con Arum
italicum, Carex pendula, Osmunda regalis, Taxus baccata, Ranunculus ficaria,
Allium ursinum;
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- piante di ambienti acquatici lacustri, di fossato e di palude, con Phragmites australis, Carex elata, Nasturtium officinale, Schoenoplectus lacustris, Iris pseudacorus, Myriophyllum spicatum, Hippuris vulgaris, Marsilea quadrifolia, Ceratophyllum demersum, Nymphaea alba, Spirodela polyrrhiza, Lemna minor, Utricularia vulgaris; piante di torbiera di basse quote con Caltha palustris, Thelypteris palustris, Cardamine amara, piante di torbiera d’altitudine con Eryophorum latifolium, Carex nigra, Comarum palustre, Menyanthes trifoliata |
- piante di ambienti ruderali, marginali, sinantropici con Dipsacus fullonum, Echinops sphaerocephalus, Euphorbia chamaecyparissias, Linaria vulgaris, Verbascum thapsus, Verbascum phlomoides, Senecio inaequidens, Eriobotrya japonica
- piante di ambienti nitrofili ammoniacali con Rumex alpinus,
Rumex arifolius, Senecio cordatus, Urtica dioica, Peucedanum ostruthium,
Barbarea vulgaris, Chenopodium bonus-henricus, Veratrum album;
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- piante di ambienti alpini e prealpini, di bosco, prateria, macereto, in cui gli esemplari sono distribuiti in aree differenti secondo il tipo di substrato, sia esso siliceo o carbonatico, con Pinus mugo, Larix decidua, Rubus idaeus, Rhododendron hirsutum, Alnus viridis, Picea abies, Abies alba, Vaccinium myrtillus, Rhamnus alpinus, Rhaponticum scariosum, Horminum pyrenaicum, Achnatherum calamagrostis, Dryas octopetala, Primula hirsuta, Potentilla grandiflora, Corydalis lutea, Saxifraga cotyledon, Hieracium pilosella, Carlina acaulis, Primula auricula, Ranunculus thora; |
Due aiuole sono dedicate rispettivamente al genere Sanguisorbae al genere Potentilla con Sanguisorba officinalis, Sanguisorba minor, l’endemica orobica Sanguisorba dodecandra, e con Potentilla rupestris, Potentilla heptaphylla, Potentilla argentea, Potentilla pensylvanica, l’esotica Potentilla nepalensis;
L’aiuola delle felci autoctone accoglie Matteuccia struthiopteris,
Drypteris filix-mas, Athyrium filix-foemina, Polystichum lonchitis, Polypodiium
vulgare;
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Un ampio settore è dedicato alle piante della regione mediterranea sia arbustive che erbacee, tra le quali Acanthus mollis, Myrtus communis, Chamaerops humilis, Erica arborea, Ceratonia siliqua, Nigella damascena, Lavatera arborea, Allium triquetrum, Cistus salvifolius, Asparagus acutifolius, Iris chamaeiris, Aristolochia pallida, Thymus vulgaris, Senecio cineraria, Ferula communis, le endemiche Primula palinuri e Genista aetnensis |
| Tra le piante utili all’uomo (alimentari, tintorie, officinali, aromatiche) sono presenti Hamamelis virginiana (hamamelide), Frangula alnus (frangola), Fagopyrum esculentum (grano saraceno), Isatis tinctoria (guado), Physalis alkekengi (alchechengi), Nicotiana tabacum (tabacco), diverse specie di menta come Mentha piperita, Mentha spicata e Mentha microphylla, Centranthus ruber (valeriana rossa), Valeriana officinalis (valeriana comune), Rheum officinale (rabarbaro), Acorus calamus (calamo aromatico), Allium schoenoprasum (erba cipollina), Borago officinalis (borragine), Armoracia rusticana (cren), Artemisia absynthium (assenzio), diversi papaveri e digital, |
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Le
specie succulente, sia autoctone sia di ambienti desertici
e predesertici, sono accolte su una terrazza dalla quale si gode un ampio
panorama su Città Alta.
A scopi didattici sono riunite alcune specie carnivore con specie del genere Nepenthes, Dionea, Sarracenia, Drosera. |
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Un settore d’Orto è dedicato a specie esotiche come Grevillea rosmarinifolia (Australia), Amsonia tabernaemontani (USA), Bletia hyacinthina, Telekia speciosa, Brunnera macrophylla, tra le quali un gruppo cospicuo di specie di origine orientale, quali Davidia involucrata, Euonymus alatus, Corylopsis spicata, Staphylea colchica, Sarcococca confusa, Raphiolepis indica, Colocasia antiquorum. |
Altri settori sono dedicati alle piante odorose del genere Pelargonium, alle piante di origine orientale, alle Conifere ornamentali, alle piante arbustive autoctone e alle piante acquatiche esotiche, con specie naturalizzate in Italia.
L' Orto Botanico "Lorenzo Rota" di Bergamo è in Città
Alta, su uno spalto all’estremità nord-ovest delle seicentesche
mura venete. Per raggiungerlo è necessario percorrere una lunga
ma comoda scaletta di ben 141 gradini. Una volta arrivati, la tranquillità
e la vista sono impagabili.
ATTIVITÀ
| PROGETTI DI REINTRODUZIONE
Sono stati intrapresi progetti di reintroduzione in natura (in situ) di 3 specie minacciate: |
Osmunda regalis |
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| Osmunda regalis L.
OSMUNDACEAE |
scomparsa nei siti segnalati nel secolo scorso nella provincia di Bergamo |
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propagazione dal 1993, esemplari reintrodotti in natura nel 1995 |
| Lycopodiella inundata Holub
LYCOPODIACEAE |
(status I.U.C.N.) |
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| Liparis loeselii L.
R. Rich.
ORCHIDACEAE |
(status I.U.C.N.) |
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L'Orto Botanico di Bergamo è membro del Botanic Gardens Conservation
International (B.G.C.I.) e della Società Botanica Italiana.
Durante l’estate e in occasione delle mostre temporanee sono previste visite tematiche gratuite rivolte alla cittadinanza.
Le visite hanno una durata di circa un’ora.
Lo studio del popolamento lichenico epifita ha permesso la stesura delle carte della qualità dell’aria di Bergamo, del suo hinterland e della pianura bergamasca sud-occidentale.
Un altro progetto in corso riguarda il censimento dei grandi alberi
della Bergamasca.
| ERBARIO
Presso i laboratori dell'Orto Botanico è possibile consultare l’erbario Generale (più di 4.000 exsiccata) comprendente sia campioni dell'Orto Botanico stesso sia della flora spontanea. Vi sono inoltre conservati antichi erbari con almeno 40.000 campioni. |
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ATTIVITA' TEMPORANEE
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La possibilità espositiva in questi anni è stata notevolmente
espansa grazie alle mostre temporanee che da ormai 7 anni consecutivi costituiscono
il mezzo per proporre nuovi argomenti con approcci multidisciplinari che
permettono di avvicinare nuovi visitatori.
Il percorso è riflesso dalla sequenza dei titoli: "Orchidee, tra scienza e seduzione", " Fuchsia, un fiore dal nuovo mondo", "Le nostre erbe, piante alimentari spontanee della Bergamasca", "L'albero, il legno , l'arcolaio, il violino. Dal bosco alle cose", "I Frutti della Dea Pomona, una mostra dedicata alla biodiversità" (circa 300 tipi diversi di mele, pere, ed altre piante testimoniavano la grande variabilità genetica creata dall'uomo ma in fase di scomparsa), "Nel bosco dei Fontanili di Spirano, un antico lembo di foresta nella pianura bergamasca" , nel 1999 "La foresta atlantica brasiliana. Il disegno come mezzo per la ricognizione della flora nativa" e "Dalle Erbe il Pane, piante cereali ed altre graminee", in cui il visitatore ha avuto l'occasione di vedere ravvicinate numerose varietà tra frumento (compresi il farro e forme primitive), avena, orzo, segale, triticale, 25 tipi di mais, tra le quali altissime varietà andine, riso, sorgo, miglio, ed altre numerose graminacee, come la canna da zucchero, le graminee ornamentali, le foraggiere. |