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Orto Botanico dell'Università di Roma "La Sapienza"Telefono ++39 066864193, ++39 68300937,++39 6832300 Fax. ++39 0668323000 Sito Web ufficiale http://www.ips.it/musis/muort_f0.html |
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degli Orti Botanici
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Testi a cura di Paola Lanzara
L'Orto Botanico di Roma è situato sulle pendici del Gianicolo,
sedi di avvenimenti storici da quasi tre millenni, e la tradizione dell'insediamento
della Botanica a Roma risale al Medi Evo, tuttavia l'attuale Orto è
poco più che centenario, e dunque relativamente recente. Esso tuttavia
si sviluppa nell'area di un giardino storico, e questo dà all'Orto
Romano una condizione del tutto particolare.
In una città ricca di chiaroscuri, non poteva accadere che non
ci fossero sovrapposizioni, contrasti, ritardi. Sotto il dominio papale,
in cui si aveva già dal 1278 un organizzato e funzionante Hortus
Simplicium, si recepiva indubbiamente meno la necessità di
avere un Orto Botanico Universitario: i Professori potevano andare a prendere
le piante per l'Ostensio nel Viridarium papale, e nonostante le altre Università
fossero provviste di questa istituzione botanica da oltre un secolo, esso
in Roma non nacque che nel 1660.
E fu in questo anno infatti, essendo Joannes Franciscus Sinibaldus
Romanus Medici Simplicium Lector, che Alessandro VII, al secolo Fabio Chigi,
fece dono all'Università di un area alle spalle del 'Fontanone dell'Acqua
Paola' sul Gianicolo; il chirografo, cioè il documento scritto e
firmato da Alessandro VII, è del 15 settembre 1660 ed é da
quella data che 'l'Orto Botanico Universitario' comincia a vivere.
Si può leggere nel testo originale papale:<< ..... essendo
proprio del Prencipe provvedere che si propaghino le Scienze e l'Arti Liberali,
e considerando noi mancare al nostro Studio di Roma .....l'Orto Medico,
ovvero Giardino per li Semplici, nel quale con oculare dimostrazione di
essi il Lettore a ciò destinato possa, nelle menti de' Scolari et
altri che vi concorrono maggiormente imprimere le qualità, e Virtù
di quelli ...habbiamo risoluto di provvederlo (lo Studio) ancora d'un Sito
per lo detto Orto, o Giardino de' Semplici .....>>.
Dopo aver vagabondato tra i colli e la riva del fiume per 223 anni,
dopo aver cambiato quattro sedi, l'Orto Botanico finalmente approda, in
seguito a un compromesso di vendita firmato l'11 marzo 1883, nel giardino
storico di Palazzo Corsini.
Eravamo partiti in ritardo ma finalmente anche a Roma si aveva un Orto
moderno. In compenso Roma, quasi per rifarsi di questo smacco, ha un primato
che la onora nella storia della Botanica: con la Costituzione del 4 novembre
1513, confermata con un' altra del 1514, Leone X (Giovanni de' Medici)
istituisce presso l'Università di Roma la prima cattedra di Botanica
( Lectura simplicium Ad declarationem simplicium medicinae ) insegnamento
fino ad allora compreso in Practica medicina. Risulta nel Rotolo (da cui
discende il termine Ruolo) che nel 1514 c'era appunto questo insegnamento
impartito dal tal Giuliano da Foligno.
GLI SPOSTAMENTI
Dopo aver riposato un secolo e mezzo sulla cima del colle gianicolense,
l'Orto Botanico venne investito da una serie di critiche che ne mettevano
in luce la scomodità d'accesso per la lontananza dalla Sapienza
e una presunta pessima posizione. Così, nel 1820, Michelangelo Poggioli,
il maggior denigratore ma forse anche il più pigro, ottenne il trasferimento
dell'Orto Botanico nel giardino di Palazzo Salviati alla Lungara, nonostante
le lodi che il precedente Orto aveva meritato sia per la disposizione delle
specie sia per la costruzione di una serra. Questa sistemazione però
non durava a lungo. Con l'Unità d'Italia e Roma capitale veniva
rinnovata e potenziata l'Università, e si decideva di riunire sull'
Esquilino tutti gli istituti scientifici per dare loro una sede adeguata.
L'Orto Botanico cambiò ancora di sede ed andò ad installarsi
nell' angusto giardino delle Monache di S. Lorenzo in Panisperna, ma ben
presto ci si rese conto quanto fosse poco opportuna quella sistemazione
chiusa tra le case del Rione Monti. Fu lo stesso Quintino Sella che pur
aveva suggerito questo accorpamento delle scienze su un colle, a indurre
il governo ad acquistare il Palazzo Corsini, e insieme allo stabile fu
comprata l' annesso giardino che venne affidato all'appena trentenne Pietro
Romualdo Pirotta perché ne facesse un Orto Botanico degno della
capitale. Era l'11 marzo 1883.
IL GIARDINO DI PALAZZO CORSINI
Indubbiamente, a questo punto del percorso, viene fuori una delle
particolarità dell'Orto Botanico romano: quella di essere impiantato
in un giardino storico, quel giardino che, a partire dal 1741 fu realizzato
tenendo conto delle idee del cardinale Neri Corsini su progetto dell' architetto
F. Fuga; questo ultimo si ispirò, per la "Fontana degli 11 zampilli"
a tazze digradanti, a famosi esempi quale la "Fontana dei Bollori" a Villa
d'Este e alle scale d'acqua della Villa Aldobrandini e del Belvedere a
Frascati. I fasti di questo giardino storico compaiono qua e là
in tanti aspetti quale la prospettiva del viale centrale che porta alla
"Fontana dei Tritoni", le vasche circolari di cui una con la statua di
epoca romana recentemente ben restaurata. Questa è popolarmente
chiamata da sempre, il "Ciabattino", probabilmente per l'atteggiamento
seduto e la posizione delle braccia rivolta in basso.
Ma l'area indubbiamente ha qualcosa di particolare, di diverso, di
soffuso perché da sempre è stata sede di giardini, dall'
Orto di Geta, il fratello del perfido Caracalla. Tanto l'uno era di indole
mite ed affabile, tanto l'altro era violento e avido di potere e faceva
uccidere tutti coloro che pensava potessero dargli ombra, fra questi anche
il fratello Geta. Di epoca romana si trovano alcuni busti, diverse colonne,
trabeazioni e piccole sculture per conservare le quali sarebbe opportuno
allestire un mini Antiquarium nel quale si potesse apprendere oltre alle
conoscenze botaniche, la storia del luogo.
Nel sec. XVII questa è stata la residenza di Cristina di Svezia
dopo la sua abdicazione (1654) e trasferimento a Roma, fino alla morte
nel 1689.
Un' altra impronta che caratterizza questo Orto Botanico romano è
di godere, al centro della città, di una posizione invidiabile che
indubbiamente induce anche un particolare microclima: i suoi circa 12 ettari
si estendono dalla collina del Gianicolo alle sponde del Tevere. Mentre
dall'alto, soprattutto nella zona in cui è stato creato il giardino
roccioso si può avere una mirabile visione della città e
delle sue cupole, scendendo la collina attraverso il vialetto che costeggia
la collezione di 'bambu' quali Phyllostachis, Arundinaria, Bambusa e Pleioblastus,
e l'ombrosa valletta delle felci con l' Alsophila e la rara Woodwardia,
si arriva nella zona pianeggiante e, attraverso il viale rettilineo che
congiunge la Fontana dei Tritoni con il cortile ovaleggiante detto
la "Cavallerizza " si giunge attraverso le arcate del Palazzo Riario-Corsini
alla Lungara, sede dell'Accademia Nazionale dei Lincei, il lungo asse rinascimentale
voluto da Giulio II (1508-12) e dal quale, se non fossero stati costruiti
i muraglioni del Tevere, i romani sarebbero potuti arrivare direttamente
sulle rive del fiume.
ORTO DEI SEMPLICI
L'origine degli Orti Botanici è propriamente legata alla
conoscenza, nell'ambito dell'insegnamento universitario, delle piante medicinali
dette Semplici, dalla loro antica denominazione; a Roma, negli anni ottanta,
su un disegno che riecheggia motivi cinquecenteschi, è stato creato
un settore in cui sono raccolte le piante con principi attivi secondo un
ordine sistematico e,in una zona più bassa, raggruppate invece secondo
il loro uso nell'ambito applicativo medicinale.
Il totale delle specie è di oltre 300, di cui una parte si trova
anche nella Serra Tropicale.
PIANTE MONUMENTALI
Quando nel 1883 la Villa Corsini divenne Orto Botanico, dell' antico giardino non era rimasto un gran che: toccò quindi a Pirotta di installare buona parte degli alberi e vegetali arborescenti oggi più che centenari che costituiscono la bellezza dell'Orto romano; si deve quindi alla iniziativa e alla volontà tenace di questo primo direttore se possiamo annoverare una collezione di Agavaceae arborescenti quali degli spettacolari Dasylirion messicani quali Dasylirion acrotrichum Zucc., Dasylirion glaucophyllum Hook., Dasylirion serratifolium Zucc., Dasylirion longissimum Lem. e inoltre quattro grandi esemplari della Nolina longifolia Hemsl. dalla corteccia suberosa.
LE SERRE
Le serre dell'Orto Botanico romano hanno una diversa disposizione
nella area, come diversa è la loro storia e sono oggi utilizzate
in modo più consono alle collezioni che ospitano; una menzione merita
la Serra Corsini la cui struttura esisteva nell'atto di vendita del giardino
e che ha conservato, nell'uso abituale, il nome della famiglia nobiliare
fiorentina a cui appartenne.
Nella Serra Corsini, oltre lo stemma del Casato, sono alloggiate due
vasche che oggi, con gran sfoggio di eleganza, contengono anche esse le
piante della collezione; sono le di due vasche di forma ovale allungata,
perfettamente uguali, asportate dalla ex sala da bagno della regina Cristiana
di Svezia in Palazzo Corsini. Si tratta << .....delle due bagnarole
di bardiglio che servivano per il bagno, e che furono portate nel giardino
segreto ....>> e poi di lì nella serra. Nell'archivio Corsini di
Firenze è conservato il progetto con pianta ed assonometria schematica
dove si distinguano chiaramente le due vasche posizionate all'estremità
del bancale centrale. Il ricordo di Cristina di Svezia che scendeva la
collina all'ombra dei platani secolari, si ritrova, concreto, in questo
aspetto delle sue vasche che oggi ospitano le piante.
La Serra Corsini contiene la collezione delle piante succulente; pur
non potendo competere, per età, con quelle di altri orti, riunisce
un migliaio di specie,alcune delle quali rare oppure in via d'estinzione
Tra gli esemplari di maggiore effetto c'è una Carnegiea gigantea
Britt. et Rose di lentissimo accrescimento, qui coltivata in vaso,
originaria degli stati della California e di Sonora in Messico; in
Arizona esiste una "foresta" di queste piante all' interno di una riserva
di pellirossa riconosciuta come Monumento Nazionale dal Governo degli Stati
Uniti. Nella collezione si annovera anche un esemplare, sempre in vaso,
di Neobuxamia polylopha Bekbg. dello stato di Hidalgo in Messico
di 3 metri di altezza, un Adenium obesum Roem et Schult. dell' Africa
tropicale che fiorisce con i suoi incantevoli fiori rosa e i Pachypodium
tra i quali P. samdersii N. E. Br., P. namaquanum Welw., P.
succulentum A. DC, P. densiflorum Bak., P. horombense
H. Poiss.. A queste si devono aggiungere le appartenenti alla piccola famiglia
Didieraceae quali Didierea madascariensis Baill., Alluaudia comosa
Drake., Alluaudia ascendens Drake.: poiché hanno una distribuzione
molto limitata in natura, sono minacciate dalla distruzione dell'ambiente
naturale nel Madagascar e vanno conservate in coltura per preservarle dalla
estinzione.
All' aperto, nella aiuola delle Yucca, torreggia vivendo in piena terra,
una Yucca carnerosana Mckelvey più che centenaria, dal tronco solitario
di 7 - 8 metri di altezza.
I VIALI
Senz'altro un carattere che introduce il visitatore all'Orto Botanico è il suo viale di palme ed è quello che ci saluta quando usciamo di nuovo nel traffico cittadino; tenendo conto che la latitudine di Roma non è certo quella della Sicilia, dobbiamo dire un grazie a Pietro Romualdo Pirotta che ebbe affidato questo lembo di terra in cui impiantò le collezioni, tanto da offrirci, oggi, degli esemplari più che centenari. Ci accompagna lungo il viale principale una ricca serie della nostra palma mediterranea Chamaerops humilis L. in un gran numero di varietà tra le quali Chamaerops humilis var. arborea, var. argentea, var. bilaminata, var. macrocarpa, var. melanantha e var. microcarpa; ci accoglie attorno alla fontana un folto gruppo di Phoenix mentre nascosto tra il verde troviamo l'esemplare spettacolare di Nannorrhops ritchiana Aitchis., chiamato familiarmente il "dinosauro": ha più stipiti di cui due striscianti si aprono a semicerchio in un ampio abbraccio di circa 20 metri, fruttifica rigogliosamente e produce semi fertili. Alla collezione si aggiunge Rhapidophyllum hystrix Wendl., un bell' individuo, anch'esso centenario, di questa palma americana. Un prezioso esemplare di una specie rara originaria del Monte Takil in Cina, Trachycarpus takil Becc. classificato dal nostro Beccari svetta, alto e slanciato, tra un gruppo di palme appartenente allo stesso genere del più comune Trachycarpus fortunei H. Wendl.. All' enumerazione si aggiunge Brahea dulcis Mart. presente in due gruppi: l'uno lungo il vialetto che sale verso lo Scalone Monumentale ha un particolare valore estetico per la disposizione delle foglie più giovani, l'altro, nel folto, si fa notare per la bellezza e la ricchezza delle fioriture. Avviandoci all'uscita, sulla sinistra, si incontra una Jubaea chilensis Baill. di notevoli dimensioni dal grigio stipite perfettamente integro ed inclinato come spesso si presenta in natura.
Attività
LO STATO ATTUALE
L'Orto ha funzione didattiche, di educazione ambientale e di ricerca scientifica. Esso è sede di mostre, corsi, conferenze e simposi ed ha annualmente quasi centomila visitatori. L'attività per le scuole è molto intensa con circa 250 visite guidate. L'Orto inoltre è sede di ricerche altamente specializzate sull' ecologia dell'ambiente urbano. Per l'area metropolitana di Roma queste attività contribuiscono a mantenere viva la conoscenza del mondo
Apertura al pubblico:
periodo invernale: giardino 9 - 17.30
serre 9 - 12.30periodo estivo: giardino 9 - 18.30
serre 9 - 12.30Chiusura : tutte le domeniche, i giorni festivi e il mese di agosto
Biglietti : fino a 6 anni gratuito
da 6 anni a 12 anni .......................£. 2.000
da 12 anni a 60 anni .......................£. 4.000
oltre i 60 anni ...................................£. 2.000
scolaresche e accompagnatori £. 2.000
portatori di handicap con accompagnatori: gratuitoFacilitazioni per i portatori di handicap:
sono a disposizione gratuitamente 2 scooter elettrici da richiedere all'ingresso.Didattica:
visite guidate: per scolaresche su prenotazione e gratuite
Laboratorio al Vostro servizio: Laboratorio sperimentale al servizio del pubblico per dimostrazioni pratiche, su prenotazione
mostre tematiche: chiedere calendario
corsi di giardinaggio teorico pratico: ogni anno, settimanale della durata di circa 7 mesiIndirizzo:
Largo Cristina di Svezia 24 - 00165, ROMA
Tel. 06 - 6864193 - 68300937 - 6832300
Fax. 06 - 68323000
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