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Orto Botanico dell'Università di PisaTelefono ++39 050560045 Fax ++39 050551345 Sito Web ufficiale http://www.http: |
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degli Orti Botanici
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Testi a cura di Gianni Bedini e Giuseppe Pistolesi
| L'Orto Botanico dell'Università di Pisa è
sorto nel 1544 per l'intuizione di Luca Ghini, famoso medico e botanico
imolese, e grazie ai finanziamenti oncessi dal granduca di Toscana,
Cosimo I dei Medici, che l'anno precedente l'aveva chiamato a tenere la
cattedra di botanica nella città toscana.
Si tratta quindi del più antico Orto Botanico universitario del mondo, anche se la localizzazione scelta dal Ghini era diversa dall'attuale. Il primo Orto si trovava infatti presso l'arsenale mediceo, sulla riva destra del fiume Arno, da cui il primitivo nome "Giardino dell'Arzinale". Con l'Orto Botanico il Ghini introdusse una grande novità che consisteva nell'uso didattico delle piante fresche, mostrate e discusse non solo per le proprietà terapeutiche, ma anche per la loro identità e nomenclatura. La necessità di avere sempre disponibili campioni vegetali per uso didattico indusse il Ghini alla consuetudine di seccare le piante per costiture l'erbario, i cui fogli potevano essere facilmente scambiati tra gli studiosi. Per ovviare alla perdita di alcune caratteristiche d' interesse diagnostico, come il colore, vennero utilizzate dal Ghini anche tavole che illustravano con grande rigore i dettagli più significativi delle piante, sulla scia di quanto proposto dai grandi botanici dell'Europa centrale. Successivamente la necessità di potenziare le difese militari della città indusse il Granduca ad ingrandire l'arsenale, estendendolo anche su parte del terreno di pertinenza dell'Orto Botanico. Questo fu pertanto trasferito nel 1563 in una seconda sede, nella zona nord-orientale della città, sotto la guida del botanico Andrea Cesalpino, che era subentrato a Luca Ghini nella direzione dell'Orto. Neanche questa ubicazione risultò soddisfacente, sia per la scarsa insolazione che le piante vi ricevevano, sia per la distanza dalla Sapienza, il centro della vita universitaria di quel periodo. Così nel 1591, l'Orto Botanico fu trasferito in una terza sede, corrispondente alla attuale localizzazione, presso la celebre Piazza dei Miracoli, tra via S. Maria e via Roma. I lavori di trasferimento, iniziati sotto la direzione di Lorenzo Mazzanga, furono completati nel 1595 ad opera del fiammingo Joseph Goedenhuitze, noto in Italia come Giuseppe Casabona, ed inclusero anche la ristrutturazione di un edificio che già esisteva nel perimetro dell'Orto. Questo edificio attraverso un lungo corridoio, consentiva l'accesso da via S. Maria ed ospitava l'Istituto di Botanica con l'annesso Museo di Scienze Naturali. L'ingresso pricipale dell'Orto lungo via Roma fu aperto nella seconda metà del XVIII secolo contemporaneamente la facciata dell'Istituto fu rivestita con decorazioni in stile "Grottesco". Le piante dell'Orto venivano studiate prevalentemente per le loro proprietà medicinali; giova ricordare che in quel periodo la botanica era considerata una branca della medicina e che numerosi botanici dell'epoca erano valenti medici, come anche il già ricordato Luca Ghini. |
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L'assetto planimetrico generale dell'Orto differisce notevolmete da
quello originario, per una serie di modifiche ed ampliamenti. Già
a partire dal 1783, grazie ai finaziamenti concessi dal granduca Francesco
II di Lorena, fu acquisito un appezzamento detto Orto del Cedro, facente
parte
del vicino convento di S.Teresa. Successivamente nella prima meta del
XIX secolo si registrò la perdita di un piccolo settore nella parte
meridionale per permettere la costruzione del Museo di Storia Naturale,
compensata dall'acquisizione dell'Orto Nuovo nel 1841. L'acquisizione dell'Orto
Del Gratta sul lato nord porterà la superficie dell'Orto agli attuali
3 ettari.
Nel XIX secolo con la costruzione del nuovo Istituto di Botanica, eseguita nel 1891 su progetto dell'ingegnere pisano Perfetto Frediani, il vecchio Istituto di Botanica perde gran parte del suo significato funzionale.
Solo recentemente nel 1988 una parte del piano terreno dell'antico Istituto di Botanica è stata riacquisita per accogliere la Sezione storico-didattica dell'Orto il cui allestimento relaizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Ambientali Artistici ed Architettonici e Storici ed il Dipartimento di Storia delle Arti, ha rappresentato un operazione di ampia valenza culturale che si è tradotta con l'esposizione al pubblico di vari oggetti d'interesse storico, artistico e scientifico quali modelli in cera di funghi e di altri organismi vegetali, un mobiletto detto lo "studiolo del granduca", l'antica porta monumentale di accesso all'Orto da via S. Maria, preziosi manoscritti, libri e ritratti dei "semplicisti".
Arboreto - destinazione d'uso: didattica, divulgazione
Nella parte dell'Orto Botanico situata a nord del palazzo oggi sede del Dipartimento di Scienze Botaniche, si estende l'arboreto, dove sono coltivati alberi, principalmente appartenenti al gruppo delle conifere e delle amentifere, disposti in parcelle di forma irregolare, attraversate da sentieri secondo lo schena d'impianto proposto nel XIX secolo dai prefetti Gaetano Savi e Teodoro Caruel. Anche fuori dell'arboreto si trovano svariati alberi di grande rilevanza storica, come nell'Orto del Cedro, dove vivono i due esemplari più vecchi dell'Orto: una Magnolia grandiflora L. ed un Ginkgo biloba L., piantati nel 1787 dal prefetto Giorgio Santi.
Collezione sistematica - destinazione d'uso: didattica, divulgazione
Questa collezione consiste in una serie di piante raggruppate per famiglie nelle aiuole della "Scuola Botanica", secondo un criterio didattico-sistematico. L'impianto fu ideato e realizzato, nella seconda metà del secolo scorso, dal botanico Teodoro Caruel. Questo settore è stato recentemente recuperato ed in parte restaurato per un totale di circa 45 aiuole, dove sono rappresentate 550 specie appartenenti a 39 famiglie. Questo tipo di disposizione consente di apprezzare le affinità esistenti tra i vari gruppi vegetali, mediante l'osservazione diretta e l'immediato confronto delle strutture fiorali, del tipo di accrescimento di e di altri aspetti morfologici.Flora officinale - destinazione d'uso: ricerca, didattica e divulgazione
L'utilizzo delle piante nella cura delle malattie è una pratica antichissima; svariati Orti Botanici, tra cui quelli di Pisa, di Padova e di Firenze, come precedentemente accennato, sono nati come "Giardini dei Semplici". Nel settore detto "Orto del Mirto", per la presenza di un vetusto esemplare di Myrtus communis L. subsp. tarentina (L.) Arcangeli, vengono coltivate circa 140 specie di piante officinali, alcune utilizzate anche dalla farmacopea ufficiale italiana come il ricino (Ricinus communis L.), la digitale (Digitalis purpurea L.), ecc.Piante acquatiche - destinazione d'uso: didattica divulgazione, conservazione
Si tratta di una collezione di specie prevalentemente autoctone specializzate per la vita negli ambienti ricchi di acqua, che un tempo caratterizzavano ampiamente il territorio toscano. Alcune di queste come la farferugine di palude (Caltha palustris L.) non esistono più negli ambienti naturali, mentre altre sono fortemente minacciate, e rischiano di scomparire, a causa dell'inquinamento delle acque e delle ripetute bonifiche idrauliche, come l'ibisco palustre (Hibiscus palustris L.) ed il nannufero (Nuphar lutea (L.) S. et S., ecc. Inoltre, vengono coltivate anche svariate piante acquatiche esotiche come la Victoria regia LindleyGeofite mediterranee - destinazione d'uso: ricerca Si tratta di una collezione che raccoglie specie erbacee afferenti prevalentemente ai generi Allium, Ornithogalum e Muscari, raccolte in diversi paesi del bacino del Mediterraneo, che costituiscono oggetto di studi citotassonomici e geobotanici da parte di un gruppo di ricerca.
Succulente - destinazione d'uso: didattica. Un'intera serra dell'Orto Botanico è riservata a questo tipo di piante ed ospita sia specie a succulenza caulinare come le Cactaceae e le Euphorbiaceae, che esemplari a succulenza fogliare presenti nei generi Aloe ed Agave e nella famiglia delle Crassulaceae. La disposiziene delle specie segue due criteri: uno sistematico ed uno geografico. Nel primo caso gli esemplari sono coltivati in vaso e disposti ordinatamente su appositi bancali in muratura; nel secondo caso le piante sono state messe a dimora in piena terra in aiuole appositamente allestite.
AttivitàFin dalla sua origine l'Orto ha svolto un'importante funzione nelle attività didattiche universitarie. Oggi l'Orto è fonte di materiale per vari corsi di Botanica, afferenti a quattro facoltà universitarie, ai dottorati di ricerca ed alla Scuola di specializzazione in Scienza e Tecnica delle piante medicinali, che prevedono esercitazioni o dimostrazioni basate sull'impiego di materiale vegetale fresco, preparato dal personale dell'Orto, sia utilizzando le piante in collezione, sia raccogliendo i campioni vegetali in campagna.
L'attività didattica, tuttavia non si limita ai soli corsi universitari: sono migliaia gli scolari e gli studenti, provenienti da scuole di ogni ordine e grado del territorio nazionale, che effettuano ogni anno la visita guidata all'Orto Botanico.
Alcune scolaresche cittadine seguono uno specifico programma, concordato con gli insegnanti, sull'evoluzione del regno vegetale, articolato in lezioni con dimostrazioni di piante fresche (realizzate a scuola dagli insegnanti o nell'aula didattica dell'Orto dal personale del Giardino) ed in visite guidate, su percorsi appositamente tracciati nell'Orto.
Nel corso del 1994 sono stati accompagnati in visita guidata, su itinerari prestabiliti o comunque concordati con gli insegnanti, circa 3.000 alunni appartenenti a 150 classi di ogni ordine e grado. Non mancano infine proposte educative per il pubblico generico, che può accedere all'Orto durante tutto l'anno.
Le attività in questo settore hanno inoltre subito un notevolissimo impulso in seguito all'adesione dell'Orto Pisano alle settimane nazionali della cultura scientifica, promosse dal MURST ogni anno a partire dal 1991. Sono state organizzate delle manifestazioni con specifiche iniziative, concretizzate nell'allestimento di mostre tematiche, nella produzione di guide, audiovisivi e sussidi didattici su elaboratore elettronico. Tramite questionari sono stati rilevati il gradimento del pubblico nei confronti di queste iniziative e i desiderata per i programmi futuri.
Le collezioni dell'Orto sono anche un supporto ai vari programmi di ricerca attivi presso i diversi settori del Dipartimento. Essi sono indirizzati sia su aspetti biologici, genetici e naturalistici della ricerca, ma anche su settori più strettamente applicativi quali quello farmaceutico, veterinario ed agrario.
Alcune attività prevedono un impegno ancora più diretto da parte del personale dell'Orto. Nell'ambito di progetto finanziato dalla CEE è stata preparata una lista di piante citate nelle flore di uso popolare in Toscana ed è in fase di costruzione una banca di semi per consentire la conservazione ex situ della diversità biologica, secondo le indicazioni fornite da
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