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Giardino di Flora Appenninica, Capracotta, IserniaTelefono +39 0865 949210 fax +39 0865 945305 e-mail: giardino@capracotta.com |
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degli Orti Botanici
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Testi a cura di
Il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta è situato nel
territorio di Capracotta, in provincia di Isernia, nell’Alto Molise, a
1.550 metri s.l.m., lungo la strada provinciale per Prato Gentile, a poche
centinaia di metri dalle splendide piste di sci di fondo che hanno ospitato
i campionati italiani assoluti del 1997, a circa un chilometro e mezzo
di distanza dal centro abitato, in una posizione di straordinaria bellezza
paesaggistica che domina la Valle del Sangro, con un’ampia vista diretta
sulle Mainarde, la Maiella e tutto il Molise.
Il Giardino, che si estende su circa 10 ettari, è uno
dei pochi esempi di "orto botanico naturale" esistenti in Italia,
nel senso che la maggior parte delle specie botaniche presenti sono spontanee
ed endemiche della flora dell’Appennino e l’intera tipologia ed architettura
interna al giardino stesso è quella naturale, senza artefatti di
sorta od interventi da parte dell’uomo che ne abbiano minimamente
alterato l’originaria allocazione degli elementi naturali preesistenti.
Gli unici interventi che sono stati effettuati riguardano il ripristino
e la sistemazione dei sentieri preesistenti ed il miglioramento complessivo
della fruibilità da parte dei visitatori e degli studiosi, oltre
alla costruzione di un edificio, in fase di completamento, che presto sarà
utilizzato come museo, centro di ricerca per la biodiversità vegetale
e per il biomonitoraggio ambientale, centro di accoglienza per i visitatori,
spermoteca, erbario e foresteria per gli studenti.
Nel Giardino crescono spontaneamente circa 300 specie distribuite in
vari ambienti che vanno dalla faggeta, ai cespuglieti, alle zone umide,
agli habitat rocciosi e rupestri; oltre a ciò sono stati realizzati
alcuni terrazzamenti per fare posto alle aiuole dimostrative delle specie
di maggior attrazione per i visitatori. Insieme a queste specie spontanee
è in atto un lavoro di introduzione, previa acclimatazione, di molte
specie botaniche rappresentative dei più importanti habitat montani
dell’Appennino centro-meridionale (Maiella, Gran Sasso d’Italia, Monti
della Laga, Terminillo, Monti Sibillini, Matese, Meta, Mainarde). Allo
stato attuale risultano già introdotte circa 200 specie provenienti
dalle suddette montagne.
L’ambiente è naturalmente quello originario, lasciato quasi
completamente allo stato naturale ed inserito nel tipico e meraviglioso
paesaggio rupestre e sassoso delle pendici di Monte Campo (1746 metri s.l.m.)
che fa da splendido sfondo.
L’Amministrazione comunale di Capracotta ha voluto dare un segnale di
grande importanza per lo sviluppo e il progresso della Comunità
locale, privilegiando il rapporto tra economia ed ambiente, ritenendo che
la più grande risorsa di cui essa dispone sia proprio l’ambiente.
Per questa ragione, accanto ai programmi di sviluppo turistico e, più
in generale, di tutte le attività produttive, ha ritenuto che un
posto di primo piano spetti alle politiche per la salvaguardia e la tutela
dell’ambiente, lanciando una provocazione soprattutto a chi, fino ad oggi,
ha privilegiato, invece, la cultura del "consumo quotidiano del territorio",
rispetto a quella, sicuramente più giusta e più pagante,
del "turismo intelligente di qualità".
In questo contesto si inserisce tutta l’attività a favore del
Giardino della Flora Appenninica, che ha posto al centro del lavoro del
Comune di Capracotta, grazie alla preziosa consulenza scientifica dell’Università
del Molise e, in modo particolare, del prof. Fernando Lucchese - botanico
florista, lo studio e la conservazione della biodiversità, intesa
come elemento essenziale per uno sviluppo sostenibile.
Qualche anno fa, quando gli amministratori del Comune di Capracotta
iniziarono ad accarezzare l’idea della riapertura del Giardino, pensarono
anche alle grosse difficoltà che inevitabilmente avrebbero incontrato,
soprattutto perchè il Giardino era chiuso ed abbandonato da quasi
vent’anni, ma ebbero il coraggio e la determinazione ad andare avanti,
impegnando ogni anno ingenti risorse dal bilancio comunale, senza avere,
fino a qualche tempo fa, alcun finanziamento da altri Enti. Recentemente
il coraggio e l’impegno sono stati premiati; infatti, un primo modesto
finanziamento darà la possibilità di effettuare, a breve,
una serie di interventi di miglioramento e di riqualificazione ambientale
che saranno sicuramente un grosso passo in avanti per il Giardino. L’intervento
più qualificante che si sta per concretizzare consiste nella realizzazione
di un percorso per disabili e per non vedenti, che rappresenterà
per il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta l’esempio più
efficace di integrazione tra le politiche ambientali e le politiche sociali
a favore delle persone più sfortunate.
Il problema principale rimane quello di una gestione certa e continuativa
nel tempo, prevedendo da subito un consorzio con la partecipazione di altri
Enti, insieme al Comune di Capracotta, e che veda l’Università come
parte attiva non solo dal punto di vista scientifico, ma anche dal punto
di vista economico; infatti, da quando il Comune di Capracotta ha stipulato
una convenzione con l’Università del Molise riesce ad avere tutto
il supporto scientifico necessario alle attività del Giardino e
l’Università, da parte sua, può contare su un presidio
territoriale di straordinaria importanza, con l’auspicio che nel tempo
si creino le necessarie sinergie per la valorizzazione di tutta la montagna
altomolisana.
Il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, in questo contesto,
rappresenta un esempio concreto di valorizzazione dell’ambiente voluto
dalla comunità locale, nel senso che non offre elementi di conflittualità
con le attività produttive esistenti, come spesso accade nel caso
dei Parchi voluti e creati al di fuori della volontà degli abitanti
della montagna. Nel nostro caso, invece, abbiamo di fronte un raro esempio
di tutela dinamica del bene ambiente, dove la tutela e la salvaguardia
coincidono con la valorizzazione e diventano elemento vero di promozione
turistica del territorio e di creazione di nuove opportunità occupazionali.
Il Giardino è aperto al pubblico dal 1 giugno al 30 settembre,
tutti i giorni, compresi i festivi; per le eventuali visite al di fuori
del periodo di apertura è necessaria la prenotazione.
Sono possibili visite guidate, previa prenotazione, durante tutto l’arco
dell’anno, con la opportunità di osservare dal vivo tutte le modifiche
indotte dalle stagioni.
Per informazioni e prenotazioni:
tel. +39 0865 949210
fax +39 0865 945305
internet: www.capracotta.com
e-mail: giardino@capracotta.com
NOTIZIE GENERALI
SULL'ORTO
Il Giardino della Flora Appenninica offre la possibilità di
osservare in un luogo facilmente accessibile un quadro dell'ambiente tipico
della vegetazione e della flora dell’ Appennino. Il periodo in cui è
possibile ammirare la maggior parte delle meravigliose fioriture che abbelliscono
gli angoli del Giardino va da giugno a luglio, ma anche in tutti gli altri
mesi è possibile godere gli aspetti variopinti della vita delle
piante: le foglie giallo-dorate del faggio insieme alle bacche ed ai frutti
rossi e neri di tanti arbusti si ammirano nei mesi autunnali, i muschi
e i licheni insieme ai disegni variegati delle cortecce in inverno, mentre
in primavera si può cogliere l'apertura delle prime gemme e lo spuntare
dei crochi tra la neve. Ogni stagione ha il suo fascino e per questo si
invita il pubblico a visitare il Giardino più volte nell'anno. Troveranno
in ogni momento aspetti diversi !
Il Giardino è sorto circa trent'anni fa come centro sperimentale
di coltivazione di piante medicinali. Attualmente la collaborazione con
l'Università del Molise assicura alla struttura l'indispensabile
supporto scientifico alle nuove attività intraprese che hanno come
scopi principali la didattica (Foto) e la protezione dell'ambiente e delle
specie minacciate di estinzione.
APERTURA E VISITE
Per le visite contattare il Comune di Capracotta (tel. 0865/949210
fax. 0865/945305)
SPIEGAZIONE DEL CARTELLINO
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Ogni specie è stata segnalata con un cartellino dove, oltre al nome della Famiglia, è indicato il Genere (primo nome maiuscolo), a cui segue un secondo nome minuscolo (la Specie) ed in alcuni casi anche quello della Sottospecie. L'abbreviazione con il punto indica il nome del botanico che per primo ha descritto la specie (frequente è l'abbreviazione L. che sta per Linneo, il padre della Botanica, vissuto nella seconda metà del 1700). E' riportata inoltre la distribuzione nelle regioni d'Italia; si invita ad osservare con attenzione soprattutto le specie presenti solo in poche regioni che per questo sono quelle più tipiche dell'Appennino. |
| MINUARTIA GRAMINIFOLIA
Pianta rara e tipica delle rupi più elevate di M. Campo. |
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DIANTHUS SYLVESTRIS
Il Garofanino di montagna è molto profumato. |
| SORBUS AUCUPARIA
Il Sorbo degli uccellatori accoglie i visitatori presso l'ingresso del Giardino. |
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| LONICERA ALPIGENA
Affine al Caprifoglio, è molto frequente nel Giardino. |
| GALANTHUS NIVALIS
La fioritura del Bucaneve preannuncia la primavera. |
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Il Giardino è situato nel territorio di Capracotta a 1550 m slm,
lungo la S.P. che porta a Prato Gentile, a 1.500 m. dal centro abitato,
in posizione dominante la Valle del Sangro con un' ampia vista diretta
sulle Mainarde (Foto), la Maiella (Foto) e su tutto il Molise.
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Nel Giardino crescono spontaneamente circa 400 specie distribuite in
vari ambienti che possono essere distinti in: 1) prati aridi e rocciosi;
2) prati nitrofili; 3) zone umide; 4) rocce e rupi; 5) cespuglieti; 6)
faggeta. Tranne alcuni terrazzamenti effettuati con muri a secco e i sentieri
(Foto), l'ambiente è quello originario lasciato allo stato naturale
ed inserito nel paesaggio rupestre e sassoso delle pendici di M. Campo
che fa da splendido sfondo
Anticamente il luogo era occupato da una abetina coltivata, successivamente tagliata per la costruzione della Chiesa Madre del paese; il prato rimasto fu adibito a pascolo e la crescita rigogliosa di piante nitrofile (Heracleum pyrenaicum, Chaerophyllum aureum, Urtica dioica) è legata probabilmente alla presenza intensa del bestiame.
La vegetazione
arborea spontanea è rappresentata dalle specie della faggeta(Foto):
Fagus
sylvatica (
Foto),
Acer
pseudoplatanus, Sorbus aucuparia (
Foto)
che si rinvengono sparsi o raggruppati in piccoli nuclei. Ad essi si collegano
gli esemplari di Agrifoglio (Ilex aquifolium) abbastanza diffusi
e notevoli per il fogliame lucido sempreverde e le bacche rosse, oltre
al Tasso (Taxus baccata) che, molto frequente sul M. Campo, è
stato reintrodotto nel Giardino in quanto si presume che esso fosse originariamente
presente nel luogo e poi eliminato con il taglio.
Nel sottobosco della faggeta sono presenti molte specie a fioritura
precoce, quali Anemone apennina, Corydalis cava, Viola reichenbachiana,
Galanthus nivalis, Allium ursinum
).
Sono da rilevare per le felci il
Polystichum setiferum e per gli
arbusti la Daphne laureola e D. mezereum; da notare che la
Daphne laureola sempreverde occupa le posizioni più riparate
e calde.
Le specie che occupano la fascia di mantello circostante la faggeta
sono rappresentate da arbusti e piccoli alberi molto frequenti e sparsi
dovunque nel Giardino; essi sono: Rhamnus alpinus, Lonicera alpigena,
Sambucus nigra, Viburnum lantana, Euonymus latifolius.
Questi
arbusti sono da ammirare per i frutti che maturano in autunno con colori
brillanti dal nero al rosso vivo (Foto).
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I prati rocciosi
risentono dell'aridità estiva e le più belle fioriture si
presentano da giugno a luglio. Tra le specie più belle da notare,
sono: Centaurea ambigua,
Dianthus
carthusianorum, Leucanthemum tenuifolium e Campanula glomerata(Foto)
oltre alle piante medicinali, quali la Digitalis ferruginea
.
Queste ultime si possono osservare anche nelle aiuole (
Foto)
sistemate su alcune terrazze, dove crescono la Gentiana lutea(
Foto)
insieme ad' Atropa belladonna, Achillea millefolium e Hypericum
perforatum.
I prati nitrofili (
Foto)
si riconoscono per la crescita rigogliosa di piante alte e vigorose, quali
l' Heracleum pyrenaicum dalle ampie ombrelle verdastre, le cui foglie
emanano un odore caratteristico.
Le zone umide fanno parte di una falda sorgiva presente all'interno
del Giardino e da cui attinge l'acquedotto di Capracotta. Una piccola parte
di queste acque sorgive viene lasciata a formare tre pozze con diverse
caratteristiche (
Foto). Le
specie più interessanti sono l'appariscente Epilobium angustifolium
(
Foto), l'Epilobium hirsutum,
i salici, i giunchi, oltre ad alcune orchidee e altre specie introdotte
appositamente per il loro interesse; tra queste ricordiamo il Chrysosplenium
alternifolium, rarissima in tutto l'Appennino e da considerare specie
minacciata di estinzione, meritevole di misure di protezione.
Un'attrattiva particolare del Giardino è rappresentata da alcuni
grandi massi rocciosi caratterizzati da piante rupestri che ne aumentano
la suggestione, quali la Daphne oleoides dalle bacche arancione
(Foto
), sassifraghe, felci
e piante succulente (Sedum rupestre, S. album, S. dasyphyllum),
tutte piante che insediano le loro radici nelle fessure della roccia.
Tra alcuni grandi massi si può osservare una piccola grotta rifugio per gli animali che frequentano il luogo.



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